Malcolm X, innocenti i due condannati per l’omicidio

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I due uomini accusati e condannati per l’omicidio di Malcolm X cinquantacinque anni fa sono stati assolti la scorsa settimana. L’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan ha riaperto l’inchiesta sull’omicidio dell’attivista dei diritti degli afroamericani dopo la pubblicazione del documentario su Netflix “Chi ha ucciso Malcolm X”. Secondo il New York Times, il passato processo contro Muhammad A. Aziz e Khalil Islam aveva già suscitato dubbi mezzo secolo fa.

La nuova inchiesta sull’omicidio di Malcolm X

La nuova inchiesta è stata condotta dal procuratore distrettuale di Manhattan e dagli avvocati di Aziz e Islam, che all’epoca si facevano chiamare Norman 3X Butler e Thomas 15X Johnson. Nonostante  la morte di molti testimoni e sospettati, la perdita di alcuni documenti e l’irreperibilità delle armi del delitto, l’indagine è arrivata a una conclusione.

A quanto dice l’indagine, i pubblici ministeri dell’epoca, l’FBI e il NYPD, avrebbero nascosto prove chiave sull’innocenza dei due condannati. Un testimone ancora in vita, J.M., ha confermato l’alibi di Aziz. Sono emerse anche alcune circostanze sospette: la presenza di agenti in incognito nella sala al momento dell’omicidio e la chiamata ricevuta la mattina dal reporter del New York Daily News che rivelava il prossimo omicidio di Malcolm X.

L’inchiesta non indica alcun colpevole alternativo per la morte di Malcolm X. L’attivista era un personaggio scomodo sia per l’estabilishment americano che per la sua ex-organizzazione militante musulmana Nation of Islam.

Il New York Times ha scritto che queste scoperte «rivelano un’amara verità: che due delle persone condannate per l’omicidio di Malcolm X» erano «uomini musulmani neri frettolosamente arrestati e processati in base a prove poco solide». Aziz ha 83 anni ed è uscito di prigione nel 1985. Islam è morto nel 2009 dopo il rilascio nel 1987. I due avevano trascorso 21 anni in alcune delle peggiori carceri di massima sicurezza di New York, spesso in isolamento. Due vite distrutte per le quali il procuratore distrettuale di Manhattan ha chiesto scusa.

Fonte: Istorica.it

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