“Listen” di Ana Rocha de Sousa, film sull’assenza di ascolto

The show must go on
Condividi

Listen di Ana Rocha de Sousa è un toccante film sull’assenza di ascolto, reale quanto metaforica, che colpisce la società rendendola incapace di ascoltare i bisogni dei più deboli. Vincitore del Premio speciale della giuria orizzonti e Premio opera prima leone del futuro al Festival di Venezia 2020.

La questione della salvaguardia dei diritti dei minori nella società moderna è complessa, delicata, e raramente diviene elemento di dibattito nella comunità civile, se non quando esplodono casi eclatanti. Ed è proprio un caso eclatante l’espediente narrativo usato da Ana Rocha de Sousa per raccontare l’instancabile battaglia legale di Bela e Jota, genitori migranti portoghesi, che in seguito a un malinteso nella scuola della figlia sordomuta cercano con tutte le loro forze di tenere insieme la propria famiglia.

Una dolorosa esplorazione del modo in cui vediamo, di ciò che giudichiamo o crediamo essere verità

Le domande che la regista di Listen si pone sono moltissime, soprattutto per dipanare quella matassa di sfumature tra giusto e sbagliato, socialmente e culturalmente accettabile, nell’uso classista che viene fatto delle politiche sociali, talvolta molto rischioso e opinabile. Nonostante la regista riesca a mantenere un necessario distacco dalla storia, il taglio che restituisce è personale e umano.

I confini

Quali sono i confini e gli strumenti di valutazione che abbiamo per ritenere una famiglia idonea o meno alla crescita dei propri figli? Quando nulla è esattamente ciò che sembra, ci ricorda de Sousa, “La separazione come misura preventiva è un punto interrogativo”. Forse, dice, solo l’unione, il sostegno e la compassione possono far ottenere risultati migliori.

Fonte: The Vision

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *