Connettività e dispositivi: esseri umani “aumentati”

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“Siamo nel mezzo di una rivoluzione digitale dalle dimensioni inimmaginabili. In un solo anno, il 2016, abbiamo prodotto tanti dati quanti ne ha prodotti l’umanità nella sua intera storia.” E’ quanto afferma Mario Rasetti, professore Emerito di Fisica Teorica al Politecnico di Torino, Presidente della Fondazione ISI, Consigliere della Commissione Europea, in un’intervista a Singola.

“Il carattere di eccezionalità dell’epoca che stiamo vivendo può essere facilmente desunto dall’analisi di alcune evidenze a nostra disposizione:

nel solo 2020 sono stati generati dati pari a 6.000 miliardi di gigabyte (tanto per rendere conto delle proporzioni, è come se avessimo scritto un romanzo delle dimensioni di Guerra e Pace per 323 miliardi di volte); questo numero cresce esponenzialmente. Non dovesse bastare, si valuta che, nell’arco di soli tre anni, 2.000 miliardi di nuovi dispositivi entreranno in rete assieme agli umani.

“Oggi, – prosegue Rasetti- il numero di abitanti sulla terra è di circa 7.9 miliardi, di cui almeno 5.3 dotati di un cellulare, che non è più un bene di lusso appannaggio di poche persone facoltose, ma un oggetto indispensabile, capace di consentire un accesso alla conoscenza e alle informazioni precedentemente inusitato. Avere a portata di mano una connettività di più di 5 miliardi di persone è uno scenario inedito nella storia della nostra specie.”

Accesso alle informazioni ed esseri umani “aumentati”

“Queste rilevazioni confermano che stiamo vivendo in una società profondamente diversa da quelle che ci hanno preceduto: la sociologia del futuro non si occuperà dello studio di una società di esseri umani, dato che abbiamo cessato da tempo di essere semplici animali della specie homo che vivono insieme”;

siamo, piuttosto, degli esseri umani “aumentati”, aumentati dalla costante interazione con dispositivi elettronici.

Un legame che diventa sempre più indissolubile man mano che ci addentriamo nella Internet of Things, accompagnati da miliardi di dispositivi che sono sempre con noi, catturano informazioni e comunicano tra loro. Questa transizione richiede tutta una serie di ripensamenti fondamentali, mutazioni che investiranno la totalità delle nostre modalità di formazione, a partire dall’etica e dalla formazione scolastica. Tuttavia, queste esigenze adattive non devono farci paura: siamo nell’anticamera di un cambiamento radicale del consesso sociale, e dobbiamo inventarci nuovi paradigmi. Rientra nella normalità delle cose.”

Qui lintervista integrale a Singola, su uomo e Intelligenza artificiale.

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