Amanda Gorman all'Onu

Amanda Gorman all’Onu: insieme saremo la generazione che trionfa

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La poetessa e attivista Amanda Gorman ha aperto i lavori della 77esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, durante un momento dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs).

Gorman ha recitato una poesia dal titolo An ode we owe, un’ode dovuta

Gorman è diventata popolare lo scorso anno quando lo staff di Joe Biden, da poco eletto presidente degli Stati Uniti d’America, la cerca per partecipare alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 2021.

An ode we owe

 

Chi è Amanda Gorman

Gorman è nata nel 1998 in una “strana intersezione di Los Angeles”, come l’ha definita lei stessa in un’intervista al New York Times: un concentrato di quartiere afroamericano, eleganza nera, gentrificazione bianca e cultura latina. La sua vita era divisa tra una scuola privata a Malibu e l’appartamento che condivideva con sua madre, Joan Wicks, che di mestiere fa l’insegnante, e i suoi fratelli. È stata un’infanzia in cui si è spesso sentita estranea, ammette lei stessa di essere stata convinta di essere un “alieno”, non di certo una bambina prodigio. Le piaceva trascorrere le giornate su una panchina a scrivere sul suo diario o a costruire il suo personale dizionario, mentre i suoi coetanei giocavano poco più distanti o erano catturati dalla televisione che a casa sua rimaneva costantemente spenta per volere della madre; voleva leggere tutto, scoprire tutto, fare tutto.

Ha sempre preferito la parola scritta, che le veniva più semplice del parlato, soprattutto perché alcuni suoni non era in grado di pronunciarli, creandole grande vergogna. Eppure Gorman trova comunque la sua voce, e lo fa grazie alla lettura della scrittrice Toni Morrison, che le permette di scoprire che anche una ragazza con la carnagione come la sua può essere l’eroina di una storia. Così, scrivendo, si trasforma nella protagonista della sua propria storia: una giovane afroamericana che non si vergogna di nulla, che sa cosa significa essere silenziata dal mondo, unica nel suo genere.

Fa una promessa a se stessa, che non smetterà mai di scrivere, di raccontare le vite delle persone più emarginate. Quando decide di cominciare a pubblicare sono i primi anni del liceo, gli anni in cui partecipa a workshop gratuiti di poesia alla Beyond Baroque e alla nonprofit WriteGirl. Nel 2017 riceve il titolo di National youth poet laureate (giovane poetessa laureata a livello nazionale) e non c’è da sorprendersi che nel frattempo sia arrivata all’università di Harvard dove si laurea con lode in sociologia.

Fonte: Onu, Lifegate, Il Climatariano

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