Sinistra, si azzeri tutto: è arrivata l’ora di un partito nuovo

sPunti Di Vista
Condividi

Zingaretti confermi le dimissioni; il Pd si sciolga, così come le componenti di LeU e tutte le altre sigle esistenti. Si sgombri tutto il campo e si dia vita ad un soggetto nuovo, non un nuovo soggetto (ché ce ne sono stati fin troppi, inutilmente). Un soggetto che si occupi di ambiente e clima, di disuguaglianze e povertà, di giovani e futuro.

Una infinita crisi, che dal governo è passata ai partiti della ex maggioranza, sta portando all’implosione dell’attuale quadro politico.

Una cosa è certa: Zingaretti ha preso atto del fallimento della propria segreteria e più in generale del suo partito. Pertanto abbia il coraggio di andare fino in fondo e confermarle. Il Partito democratico ha sistematicamente bucato tutte le sue occasioni di rappresentare un vero partito progressista, che era in sintesi la propria missione. Negli ultimi 10 anni una strategia (o meglio, assenza di) politica peggiore dell’altra. Avallando rincorse e scelte folli (da ultime, ma solo perché le più recenti: il taglio dei parlamentari a parità di legge elettorale; l’abdicazione politica a favore dell’accentramento di tutto, delegandoglielo in via esclusiva, nelle mani di Conte). Passando certamente per la sciagurata gestione Renzi: jobs act, buona scuola, trivelle, italicum, referendum costituzionale 2016. Un partito ostaggio della propria incapacità a guardare avanti, invece, al futuro, con una visione che andasse oltre l’elezione più prossima. Sparendo dalle proprie discussioni, progressivamente, tutte le parole d’ordine di un reale partito di sinistra. Sempre più chiuso nelle discussioni di stanze sempre più strette e asfittiche. Un profluvio di parole, mentre fuori il mondo andava altrove. E prendano atto di tale fallimento tutti i suoi dirigenti, che ancora cianciano su responsabilità politiche, invece condivise e gravi. A partire dai vari giovani turchi, da sempre più vecchi di Anchise.

Si prenda la decisione di scioglierlo, il Pd. E stessa sorte si abbia il coraggio di fare con Articolo 1/Mdp, Sinistra Italiana e tutte le altre liste, formazioni e sigle esistenti: i soggetti sono più o meno i protagonisti di sempre, dei risultati che hanno portato a questo fallimento generale e totale.

E si abbia il coraggio di sgombrare, pertanto, completamente quel campo politico: serve un partito nuovo. Ma non -si badi bene- un nuovo partito, ché ce ne sono stati fin troppi di tentativi.

Un partito, un soggetto nuovo che guardi al sodo della vita, ma non della vita parlamentare o consiliare varia. E con rappresentanti che non siano stati invischiati a vario titolo e livello in questo fallimento storico. Che guardi alla vita vera, alla vita reale. Con pochi punti programmatici chiari ed essenziali: ambiente, cambiamento climatico e transizione ecologica; lotta alle disuguaglianze e alla povertà; giovani, lavoro e -in estrema sintesi- futuro. 

Tutto quanto, cioè, si sia perso negli ultimi due/tre decenni, sostituto da tavoli, tavole rotonde, convegni, congressi, cariche, posti, carriere. E un profluvio, vano e dannoso, di parole e teorie. Ma il mondo che doveva, dovevano tutti, rappresentare, i giovani, i poveri, le donne, le minoranze, le categorie fragili, i lavoratori sempre più precari, gli operai sono andati da un’altra parte.

Ecco, questo serve: sgombrare il campo e lasciare spazio all’energia (rinnovata e rinnovabile) di un soggetto politico e, prima ancora, persone, teste, idee e volti nuovi. Che sappiano interpretare ciò che oggi la Sinistra deve essere, deve dire e principalmente fare.

Per il bene del Paese e della Nazione che esso alimenta e rappresenta. Sempre che interessi davvero a qualcuno.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *