Re.city: i viaggi (nel tempo) di Google

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Se è già difficile ricostruire l’urbanistica di 50 anni fa, si può solo immaginare come fossero diverse le città nel XIX secolo.

Proprio per questo motivo, Google ha avviato un progetto che permetterà a chiunque di “camminare” per le strade della maggior parte delle città di due secoli fa.

E’  in corso, infatti, la creazione di una mappa open source che permetterà di viaggiare indietro nel tempo, utilizzando una barra di scorrimento per poter vedere lo sviluppo delle città dal 1800 ad oggi. Attraverso modelli 3D e grazie a Google Street View, si potranno  vedere le città anche dal punto di vista del pedone.

.city – questo il nome della mappa – è stata sviluppata dall’ingegnere informatico Raimondas Kiveris ed il nome significa “return”, ritorno. L’idea alla base è, appunto, quella di creare un vero archivio storico, gratuito e accessibile a tutti, un salto nel tempo per chi vuole scoprire le origini della propria città.

La realizzazione di Re.city

L’obiettivo di Kiveris è ottimizzare la mappa fino al punto in cui sarà possibile entrare negli edifici per vedere come vivevano le persone in epoche diverse.

Per questo servono un gran numero di foto, più dettagliate sono meglio è: solo in questo modo sarà possibile localizzare gli ingressi, le scale e le finestre degli edifici nel modo più dettagliato possibile.

Essendo open source la mappa potrà essere arricchita dal contributo di tutti, non solo dagli sviluppatori, quindi ognuno può cercare foto trovate nelle case dei nonni e dei genitori e caricarle su Mapwarper (un sito che permette di localizzare gli edifici antichi sulle strade moderne) con cui gli sviluppatori potranno costruire mappe storiche in 3D.

Il creatore, Raimondas Kiveris, spera che questo progetto di crowdsourcing sarà in grado di creare uno strumento accessibile alla comunità: in particolare insegnanti, ricercatori, politici e semplici nostalgici che vorrebbero provare l’emozione di una passeggiata in un’epoca diversa.

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