Pranayama : le tecniche di respirazione che ci aiutano a vivere meglio

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Le nostre vite sono annodate al respiro e, come osservava il Maestro Hung Yi-hsiang, “Potete vivere due mesi senza cibo e due settimane senza acqua,ma potete vivere solo pochi minuti senza aria”. Ma sappiamo di usare solo il 25% del suo potenziale?

Alcuni studi sulla pratica dello yoga hanno confermato come sia  essenziale per la nostra salute imparare a respirare correttamente e come le tecniche di respirazione yoga possono esserci utili, non solo a garantire un maggiore apporto di ossigeno, in modo da fornire una migliore nutrizione ai tessuti, agli organi, al cervello e a tutte le cellule, ma anche a far in modo che il corpo si rilassi e la mente si calmi attraverso un crescente controllo del prana.

La tecnica yoga che permette di avere un completo controllo sulla respirazione è il  Pranayama.

Letteralmente, la parola ‘Pranayama’ significa il prolungamento del respiro e il suo controllo.  E’  composta dal termine ‘Prana’, che significa respiro, vitalità, energia o forza e dal termine ‘Ayama’ che significa espansione, lunghezza, regolazione o controllo.

Più che una tecnica, il Pranayama è un’arte articolata in  diverse pratiche che  permettono agli organi respiratori di muoversi e di espandersi intenzionalmente, ritmicamente e intensivamente.

Ogni pratica si divide in tre momenti che consistono in una lunga inalazione chiamata puraka, nella ritenzione del respiro chiamata kumbhaka e nell’esalazione chiamata rechaka.

 I benefici prodotti dalla pratica del Pranayama sono numerosissimi:

  • Facilita l’eliminazione delle tossine.
  • Migliora la circolazione sanguigna e linfatica.
  • Ottimizza l’azione filtrante dei reni.
  • Tonifica il sistema nervoso.
  • Agisce positivamente sulla memoria.
  • Aiuta la digestione.
  • Libera da pensieri negativi e dalle paure che immobilizzano l’intento.
  • Purifica le nadi. (I canali energetici del corpo)
  • Stimola la milza.
  • Equilibra il sistema ghiandolare.

Come accennato, esistono vari  esercizi di respirazione, ecco in breve i più conosciuti:

Ujjayi, il respiro “vittorioso” inspiriamo normalmente dal naso ed espiriamo sempre dal naso forzando leggermente il respiro e stringendo parzialmente la glottide, così che il respiro passi dalla parte alta del palato;

Kapalabhati, il respiro di fuoco, o del “cranio splendente” consiste in una serie di espirazioni forzate, ripetuta diverse decine di serie, nelle quali si espelle con il naso una forte quantità di aria (contraendo i muscoli addominali) e inspirando brevemente ed in modo non volontario, dovuto solamente alla depressione che si instaura nei polmoni a seguito dell’espirazione forzata stessa. Infine si realizzano di nuovo alcune inspirazioni ed espirazioni lente e profonde.;

Bhastrika, il “mantice” ; partire dalla respirazione completa, per poi accelerare la velocità di esecuzione. Seduti con la schiena diritta, si inizia a fare la respirazione completa dello yoga. Progressivamente si aumenta la velocità della respirazione, fino ad arrivare dapprima a 40 e poi a 60 espulsioni al minuto.

Surya-bedhana, l’inspirazione dalla narice destra e l’espirazione da quella sinistra;

Siktali, un modo di inspirare dalla bocca e di espirare dal naso;

Shitali, un esercizio di pranayama che “inala” l’aria dalla lingua ed espira dal naso;

Brahmari, cioè il respiro dell’ape o della felicità Questa tecnica produce una vibrazione simile al ronzio di un ape. Per eseguirla emettete il suono della M percependolo sulle labbra, poi si continuate cercando di portare il suono all’indietro, verso il palato molle, fino ad ottenere la vibrazione proprio in quel punto.

Murccha, la “perdita di coscienza” Inspirate e portate poi la testa indietro, trattenete l’aria e portate lo sguardo nell’incrocio delle sopracciglia, poi riportate la testa in posizione normale espirando.

Anche se fa bene, i principianti devono evitare di praticare autonomamente queste o qualsiasi altra tecnica di respirazione, soprattutto se si hanno problemi respiratori.

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