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PNRR, come l’UE verifica l’attuazione dei Piani degli stati membri

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Ogni sei mesi la Commissione europea controlla che gli stati membri abbiano completato le scadenze previste, per quel semestre, dai rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr). Se tutti gli interventi risultano conseguiti, si procede con l’erogazione delle risorse concordate. Se invece ci sono mancanze o irregolarità, la commissione può scegliere di inviarne solo una parte.

Il 30 giugno si è concluso il primo semestre del 2022 e lItalia ha inviato, con un giorno di anticipo, la richiesta per la seconda tranche di 21 miliardi di euro, in attesa del parere della commissione. Il nostro paese aveva già ricevuto la prima tranche di pagamento lo scorso aprile, insieme a soli altri quattro paesi. Italia, Spagna, Francia, Grecia e Portogallo sono infatti gli unici ad aver avuto, finora, tutti i requisiti e via libera necessari. Cioè la firma dell’accordo operativo, l’invio della richiesta di finanziamento, l’approvazione di tale richiesta e l’effettiva erogazione delle risorse.

È importante sottolineare che il processo decisionale che porta all’erogazione o meno delle risorse relative al Pnrr è appannaggio quasi esclusivo dell’organo esecutivo dell’Ue, in altre parole, del voto dei commissari. Un aspetto che evidenzia le implicazioni politiche, più che tecniche, di tutto l’apparato di ripresa e resilienza.

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