Perplexity, la startup di ricerca basata sull’intelligenza artificiale, ha annunciato una partnership pluriennale con Getty Images. L’accordo consente alla società di integrare e mostrare le immagini Getty all’interno dei propri risultati di ricerca, aprendo la strada a una collaborazione che potrebbe segnare un punto di svolta nel rapporto tra AI e tutela dei contenuti visivi.
Negli ultimi mesi, Perplexity era finita nel mirino per presunto scraping di contenuti e uso non autorizzato di immagini. L’intesa con Getty rappresenta quindi un passo deciso verso la regolarizzazione dei rapporti con i titolari dei diritti, dopo una serie di controversie legate al modo in cui la piattaforma gestiva i materiali di terze parti.
La collaborazione non nasce dal nulla: le due aziende cooperavano già da oltre un anno attraverso il programma editori di Perplexity, che prevede la condivisione dei ricavi pubblicitari ogni volta che un contenuto proveniente da un sito partner appare nei risultati di ricerca. Il nuovo accordo, tuttavia, è distinto e più ambizioso.
Non una licenza tradizionale
A differenza di quanto accade con altre aziende tecnologiche, Perplexity non addestra i propri modelli di linguaggio su larga scala. L’intesa con Getty, dunque, non prevede una licenza forfettaria per l’uso dei dati ma un sistema più mirato, orientato alla visualizzazione diretta e all’attribuzione corretta delle immagini.
Nessuna delle due parti ha diffuso dettagli economici, ma la natura pluriennale dell’accordo suggerisce una volontà di collaborazione a lungo termine.
Un passato controverso: da Wall Street Journal a Reddit
L’accordo arriva dopo un anno difficile per Perplexity. L’azienda era stata accusata di aver riprodotto un articolo del Wall Street Journal completo della foto Getty originale, scatenando il dibattito su cosa costituisca una violazione del copyright nel contesto dell’AI generativa.
A ottobre, anche Reddit ha intentato una causa contro Perplexity, sostenendo che la startup avesse copiato su larga scala i contenuti degli utenti e aggirato i sistemi di protezione della piattaforma. Vale la pena ricordare che Reddit già concede in licenza parte dei propri dati a OpenAI, partner e concorrente nel settore dell’intelligenza artificiale conversazionale.
Per Getty Images, questa intesa segna una conferma della propria linea editoriale: proteggere il valore della creazione visiva.
Nick Unsworth, dirigente del gruppo, ha dichiarato che l’accordo “sottolinea l’importanza del consenso e dell’attribuzione in un’epoca in cui l’AI riscrive le regole della distribuzione dei contenuti”.
Perplexity, dal canto suo, ribadisce che la partnership contribuirà a rendere più chiara la provenienza delle immagini mostrate nei risultati e a riconoscere i crediti agli autori, con collegamenti diretti alle fonti originali.
Sul piano legale, l’azienda continua a sostenere che il proprio modello di business si basa su principi di attribuzione corretta e fair use, l’uso equo dei materiali protetti per fini informativi o analitici.
Secondo Jessica Chan, portavoce di Perplexity, “l’obiettivo è aiutare le persone a trovare risposte più complete, combinando testo e immagini per offrire contesto, senza nascondere la fonte”.
Questa partnership segna un precedente importante. Mentre le grandi aziende tecnologiche si trovano sotto pressione per chiarire come raccolgono e usano i dati, l’accordo Perplexity–Getty potrebbe diventare un modello di collaborazione etica fra produttori di contenuti e piattaforme AI.
Se l’intesa reggerà, potrebbe aprire la strada a una nuova stagione di accordi tra case fotografiche, editori e startup di intelligenza artificiale. In caso contrario, le accuse di “furto di dati” e “plagio automatizzato” continueranno a pesare su un settore ancora alla ricerca di regole condivise.
Riflessione finale
La sfida per l’intelligenza artificiale non è più soltanto tecnica, ma culturale e giuridica: imparare a convivere con la creatività umana senza appropriarsene.
L’accordo con Getty potrebbe rappresentare l’inizio di un equilibrio nuovo — tra innovazione, diritto d’autore e responsabilità digitale.




