La persona peggiore del mondo, Julie l’anti Amélie

The show must go on
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Descritta come la nuova Amélie, Julie, la protagonista del film La persona peggiore del mondo, premiato a Cannes, è in realtà il suo opposto e porta la rappresentazione della giovinezza e della femminilità su un piano totalmente inedito e non stereotipato. Capace di ritrarre molti temi come l’ecologia, la malattia, il femminismo e la cancel culture, il film dà voce a una millennial in cui chiunque può rispecchiarsi.

Il film

Il film di Joachim Trier rispecchia alla perfezione la tradizione cinematografica scandinava: ambienti asettici, circoscritti da una grande narrazione che affonda le radici nel dramma borghese di Ibsen e che mette a nudo l’introspezione psicologica ed emotiva dei personaggi nella sua forma più cristallina.

La persona peggiore del mondo rappresenta la Norvegia agli Oscar e la cui protagonista, Renate Reinsve, ha vinto il premio come miglior attrice al festival di Cannes.

Fonte: The Vision

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