Inquinare in Europa costa sempre di più: il prezzo della CO2 ai massimi storici

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All’inizio di maggio 2021 il prezzo della CO2 sul mercato europeo (Ets Ue) ha superato i 50 euro a tonnellata: prima della pandemiail costo era di circa 20 dollari. Secondo numerosi analisti ci troviamo davanti a un’ascesa destinata a proseguire.

Ma facciamo un passo indietro. Cosa sono gli Ets? Ets sta per Emissions trading system. Si tratta di una sorta di Borsa in cui la valuta non è rappresentata da una moneta ma dalle emissioni di CO2 equivalente. Previsto dall’articolo 17 del Protocollo di Kyoto, l’emission trading prevede che il venditore, identificato in chi riduce le proprie emissioni o assorbe gas serra, meriti un corrispettivo economico in cambio della sua attenzione per l’ambiente; l’acquirente invece, identificato in colui che emette grandi quantità di CO2, è tenuto a comprare carbon credit per compensare il proprio impatto sul Pianeta. Questo processo di “appianamento” delle emissioni si chiama carbon offsetting.

COME FUNZIONA L’ETS UE

L’Ets Ue è lo scambio di quote di emissione nell’Unione europea, il maggior mercato regolamentato di CO2. Nato nel 2005, include i 27 Paesi dell’Unione (tranne il Regno Unito) con l’aggiunta di Islanda, Liechtenstein e Norvegia e coinvolge migliaia di impianti industriali, centrali energetiche e le compagnie aeree che collegano l’Europa. Lo schema Ets, basandosi sul principio del cap and trade, stabilisce un limite (che si abbassa nel tempo) alla quantità di gas serra che tali realtà possono emettere, entro il quale le imprese ricevono, acquistano e scambiano quote di emissione. A fine anno le stesse sono chiamate a restituire un numero di emissioni pari a coprire le proprie emissioni, pena ingenti sanzioni. Le aziende più virtuose, che riescono ad avanzare quote pur avendo coperto le proprie emissioni, possono conservarle oppure venderle. Il sistema sembra funzionare: le realtà coinvolte nel processo Ets hanno ridotto le proprie emissioni del 35% tra il 2005 e il 2019, ma l’obiettivo è aumentare ulteriormente questa percentuale di risparmio.

PERCHÉ IL PREZZO DELLA CO2 “DEVE” SALIRE

L’aumento del prezzo della CO2 a 50 euro viene visto da Andreas Kluth, opinionista di Bloomberg (nota testata di informazione finanziaria), come una notizia positiva, determinata dalla crescente domanda da parte degli impianti industriali inquinanti e di banche ed hedge fund che fanno attività speculative sui permessi di emissioni. Il prezzo continuerà ad aumentare di pari passo con l’abbassamento del tetto delle emissioni e arriverà a coinvolgere anche soggetti finora esclusi dallo schema. E questo non farà altro che favorire gli investimenti in campo sostenibile. Secondo gli esperti, infatti, una quotazione della CO2 superiore ai 100 euro a tonnellata renderebbe le tecnologie a basse emissioni talmente tanto competitive rispetto a quelle inquinanti da determinare una svolta definitiva in termini di sostenibilità ambientale.

Fonte: Sullastradagiusta

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