Il prezzo della pasta potrebbe avere rincari del 50%, per via del clima

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Il clima impazzito, tra primavera fredda, caldo estremo e siccità, hanno fatto salire alle stelle il prezzo del grano duro, ingrediente chiave per la produzione della pasta. L’emergenza riguarda il Canada e anche l’Italia, dove il prezzo del grano è passato da 305 euro a 480 euro, con un aumento del 57%. Di questo passo un pacco di spaghetti potrebbe arrivare a costare anche il 50% in più.

Le elevate temperature e la siccità rendono il grano duro introvabile in Canada – vale a dire uno dei maggiori produttori -, motivo per il quale il prezzo quest’estate è salito di quasi il 90%. Gli acquirenti possono aspettarsi di pagare di più per la loro pasta nei prossimi mesi a causa della carenza del suo ingrediente chiave. Lo stesso problema riguarda l’Italia, dove gli esperti dei settori alimentari prevedono che un pacchetto di spaghetti potrebbe finire per costare fino al 50% in più. Il grano duro è l’ingrediente principale della pasta e viene macinato in semola per realizzare una varietà di prodotti tra cui spaghetti, penne e maccheroni.

I dati da Mintec

Mintec, il gruppo di dati sulle materie prime, ha affermato che i prezzi del grano duro sono aumentati a livelli record. Il costo del grano canadese è aumentato da 414 dollari canadesi (quasi 280 euro) per tonnellata alla fine di giugno a 780 dollari canadesi a settembre (circa 520 euro), con un aumento dell’88%.

Tosin Jack, responsabile della commodity intelligence di Mintec, ha affermato ai microfoni del Guardian che le preoccupazioni per il significativo calo del raccolto di grano duro nordamericano a seguito del clima secco e l’impatto della primavera fredda sulla qualità e quantità del raccolto italiano, hanno fatto salire alle stelle i prezzi. «Il Canada è un grande esportatore, quindi questo ha alimentato i timori di una carenza di approvvigionamento», ha affermato. «Allo stesso tempo, i problemi di qualità in Italia significano che gli italiani potrebbero fare affidamento maggiormente sulle importazioni quest’anno. Quindi se vuoi davvero la pasta dovrai pagare di più».

Fonte: Iconaclima.it

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