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Il NYT racconta la strana truffa dei manoscritti non pubblicati

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Come racconta il New York Times, una truffa di livello internazionale, che si sviluppa da almeno tre anni, colpisce autori e case editrici con lo scopo di rubare i manoscritti non ancora pronti per la pubblicazione. Tra le vittime non solo scrittrici e scrittori di rilievo internazionali, ma anche esordienti.

Sono stati già in molti a essere colpiti, soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Svezia, a Taiwan, in Italia e Israele.

La truffa si sviluppa sempre con questo schema: editor, direttori, scrittori, agenti e scout letterari (quelli che presentano nuovi scrittori ai mercati stranieri) ricevono email da qualcuno che si finge dell’ambiente e che chiede l’invio di un manoscritto, cioè il testo di un libro non ancora pubblicato. Le richieste sono molto credibili: arrivano da indirizzi email quasi identici a quelli autentici e denotano una conoscenza precisa dei meccanismi editoriali, dei rapporti personali di chi lavora nel settore e persino di particolari noti solo alle persone coinvolte, come i nomi dei protagonisti dei romanzi o i termini di consegna del testo. Per esempio “penguinrandornhouse”, con le consonanti “rn” a sostituire la lettera m.

Le informazioni contenute nell’email, posta a fondamento della richiesta, fanno spesso uso di informazioni rese già pubbliche online.

La storia era stata raccontata per la prima volta nell’ottobre del 2018 dalla rivista britannica Bookseller: all’epoca si sapeva che girava da qualche anno, che era probabilmente iniziata in Asia e in Europa e che era da poco arrivata in Regno Unito e negli Stati Uniti. Da allora non si è scoperto molto di più e, nonostante una maggiore attenzione verso le email sospette, i furti sono continuati.

Negli Usa quest’anno il volume di false email ascrivibili a questo schema è aumentato notevolmente, soprattutto intorno al periodo dell’importante fiera di Francoforte, che quest’anno, a causa della pandemia, si è dovuta svolgere online.

Come racconta il quotidiano americano, non è ancora chiaro chi ci sia dietro a queste truffe, e nemmeno quale sia lo scopo finale. È probabile, però, che ne faccia parte qualcuno che conosce bene il mondo editoriale, vista la dimestichezza con i termini che vengono usati nel settore (per esempio “ms” come abbreviazione di “manuscript” negli Stati Uniti), ma anche con le dinamiche professionali e le tempistiche che si sviluppano nella lavorazione di un nuovo libro, e quindi i personaggi e i ruoli del mondo editoriale che è probabile che richiedano di ricevere una copia del manoscritto.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, a esserne colpiti non sono soltanto le opere degli autori di successo, che potrebbero avere un valore se rilasciati illegalmente nel web prima della loro pubblicazione, ma anche i manoscritti di esordienti per cui non ci si aspetta ancora un interesse da parte dei lettori tale da giustificarne il furto. Per esempio sono stati colpiti autori di rilievo come Margaret Atwood, Ian McEwan, e Ethan Hawke, ma anche raccolte di racconti brevi e romanzi d’esordio.

L’altro particolare interessante è che i manoscritti rubati non sono affiorati su internet, condivisi illegalmente o venduti: semplicemente non se n’è saputo più nulla: nessuno li ha pubblicati online in qualche sito pirata, ha cercato di venderli ai fan o di ricattare gli autori, promettendo di non diffonderli in cambio di soldi.

La teoria più accreditata, al momento, stando al New York Times è che dietro a questa truffa si nascondano persone del settore che lavorano come scout letterari, cioè coloro che si occupano di contrattare i diritti di acquisizione per editori internazionali o per produttori televisivi e cinematografici; per questi ultimi accedere al manoscritto con largo anticipo potrebbe avere importanti risvolti a livello economico.

Eva Ferri ha condiviso con Rivista Studio un’altra teoria piuttosto accreditata: che i manoscritti vengano distribuiti online, magari tradotti in un mercato straniero, con un nome diverso e qualche riferimento nel testo modificato. Questo potrebbe anche spiegare l’interesse per gli autori esordienti.

Nell’attesa che si scoprano ragioni e responsabili, la truffa ha reso vulnerabile l’industria editoriale e soprattutto gli scrittori, che temono di vedersi sottratte, e magari diffuse, opere incomplete e imperfette

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