Il cuore di Saturno svelato dai suoi anelli sismografi

Scienza
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l nucleo di Saturno non sarebbe la palla solida che gli studiosi avevano ipotizzato, ma una zuppa di ghiaccio, roccia e fluidi metallici. A suggerirlo è uno studio, pubblicato su Nature Astronomy, condotto da Christopher Mankovich e Jim Fuller del Caltech, che attraverso i dati della sonda Cassini hanno analizzato le increspature degli anelli, ottenendo preziose informazioni sull’interno del pianeta.

Dai dati acquisiti risulta più probabile che il nucleo di Saturno sia un miscuglio di ghiaccio, roccia e fluidi metallici, e non un solido roccioso come suggerivano alcune teorie precedenti. L’analisi rivela anche che il nucleo “confuso” – fuzzy, così lo hanno definito gli scienziati a causa dell’assenza di una stratificazione ben definita – si estende per circa il 60 per cento del diametro del pianeta, occupando un volume più grande di quanto stimato in precedenza. La massa del nucleo è risultata essere pari a 55 volte quella della Terra, con l’equivalente di 17 masse terrestri composto da roccia e ghiaccio e il resto da un fluido di idrogeno ed elio.

Le oscillazioni di Saturno creano delle onde nei suoi anelli, un po’ come succede per i terremoti terrestri, che fanno “risuonare” il pianeta.

L’idea di studiare gli anelli come fossero un sismografo non è nuova. All’inizio degli anni Novanta, la sonda spaziale Voyager 1 rivelò delle particolari increspature sull’anello C di Saturno. Più avanti, nel 2013, un team di scienziati, guidati da Matthew Hedman e Philip Nicholson della Cornell University, indagò la causa all’origine del fenomeno, e grazie ai dati rilevati da Cassini si scoprì che le increspature a spirale sull’anello C erano causate da fluttuazioni del campo gravitazionale generate da oscillazioni di materia all’interno del nucleo del pianeta.

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