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I numeri della guerra in Afghanistan dopo 20 anni

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Entro l’11 settembre le truppe americane lasceranno l’Afghanistan, dopo 20 anni.

L’annuncio del presidente Joe Biden: “E’ ora di porre fine alla guerra più lunga per gli Stati Uniti”.

Il sostegno al governo di Kabul continuerà, ma senza implicazioni militari. A stretto giro è arrivata la reazione della Nato: anche l’Alleanza atlantica, che vede l’Italia tra i principali attori, sgombrerà il campo.

I numeri della guerra

2.452 – Le vittime tra i soldati americani dall’inizio del conflitto al 2020, secondo Statista, portale specializzato in numeri e statistiche. Gli anni più tragici sono stati il 2010 e il 2011, quando i caduti sono stati rispettivamente 498 e 415.

2.500 – I soldati americani ancora ufficialmente impegnati in Afghanistan. Ma, come ricostruisce il Washington Post, non si tratta di un numero fisso e attualmente sarebbero circa mille in più i militari sul campo. A questi si sommano i circa 7 mila componenti del contingente Nato che supporta le operazioni Usa per il con- trollo del territorio.

8,4 miliardi – La spesa italiana per la guerra in Afghanistan, secondo l’Osservatorio Milex. La gran parte di questi, 6,77 miliardi, deriva da stanziamenti diretti, attraverso i quali sono state finanziate le missioni. Mentre la parte restante attiene al sostegno delle forze armate e di polizia dell’ Afghanistan e alla spesa per trasporti e costruzione di infrastrutture. A questi si aggiungeranno circa 100 milioni di euro per il ritiro definitivo delle truppe.

895  – Sono i militari italiani ancora impegnati, nell’ambito della missione NATO “Resolute support”, incentrata, secondo il ministero della Difesa, “su addestramento, consulenza e assistenza in favore di Forze armate e istituzioni afghane”.

54 – I soldati italiani che hanno perso la vita durante il conflitto. “In Afghanistan abbiamo pagato un caro prezzo e la loro memoria richiede di lavorare per quel paese”, ha dichiarato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Alcuni esperti però avvertono: c’è il rischio altissimo che il paese dopo vent’anni finisca di nuovo nelle mani di quel movimento di guerriglieri islamisti che vuole riprendersi il paese e combatte con il nome di: talebani. Si tratta di estremisti che imporranno alle donne regole severissime, impediranno loro di studiare e di lavorare e le costringeranno a vivere prigioniere dentro le loro case, senza mai poter uscire all’esterno se non accompagnate da un tutore maschio.

La fine della dominazione talebana nel 2001 aveva consentito a molti afghani di fare cose che prima erano impensabili in Afghanistan. Alcuni sono diventati giornalisti o maestri, altri hanno scelto di diventare attivisti o artisti. Ci sono anche quelli così giovani da non ricordare com’era prima.

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