Effe, il “mensile femminista autogestito” nato nel 1973

Culture
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Effe appare nel 1973, con la stampa del numero 0 seguita, a distanza di alcuni mesi, dal numero 1 (novembre 1973) e continua ad essere pubblicata mensilmente per 10 anni, fino all’ultimo numero del dicembre 1982.

Direttrice responsabile ne è inizialmente  Adele Cambria; in seguito la responsabilità viene assunta, in forma cooperativa, dall’intera redazione.

Pubblicata da Dedalo fino al 1974, nel 1975  la Cooperativa ne assume anche la parte gestionale e da quell’anno sulla copertina appare il sottotitolo: “mensile femminista autogestito”, la cui autonomia è garantita dalle sottoscrizioni e dagli abbonamenti delle lettrici.

Fin dal titolo Effe, come l’iniziale di Femminismo, la rivista vuole essere “la prima rivista femminista italiana, nata come rivista di attualità e cultura legata al movimento.”

Con le sue inchieste su tutti gli aspetti dell’esistenza femminile,  primi fra tutti l’aborto e la violenza sessuale, Effe rappresenterà per anni un punto di riferimento importante per tutte le donne interessate al movimento.

Le trasformazioni di quest’ultimo nel passaggio tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta – che ne hanno prodotto spesso una visione distorta – e le persistenti difficoltà economiche, porteranno a chiudere la rivista.

Tuttavia, nel dicembre del 2015 due autrici della rivista, Daniela Colombo e Donata Francescato, con l’aiuto della grafica Cristina Chiappini e con il contributo della giornalista Cristiana Scoppa, hanno lanciato il sito-archivio ed ora gli 84 numeri di Effe sono consultabili online.

Un archivio  concepito non soltanto per tener viva la memoria del patrimonio di idee e lotte del femminismo, ma anche,  e soprattutto, per offrire  una raccolta da navigare, ricercare, condividere, riproporre. Un’ antologia per  ricordare che le tematiche affrontate dal femminismo degli anni ’70 sono ancora di una attualità sconcertante e che le battaglie di allora non sono ancora concluse.

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