Dungeons & Draghi, il primo governo fantasy

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Forse neanche John R.R.Tolkien o George R. R. Martin avrebbero potuto scrivere una conclusione del genere alla crisi di governo, con la nascita di un governo in cui fosse dentro praticamente tutto l’arco costituzionale.

Dopo l’annuncio dei ministri e della squadra del governo, possiamo dire che il governo Draghi è un governo fantasy, il primo RPG: role playing government. 

Quasi esterrefatti, abbiamo ascoltato l’elenco scandito dal nuovo presidente del consiglio Mario Draghi. Un elenco di 23 tra ministri con portafoglio o senza, 8 tecnici e 15 politici.

Un inedito governo all-in in cui, di fatto, la fiducia viene riposta esclusivamente nelle capacità del giocatore principale, Draghi, e della squadra tecnica: Lamorgese (Interno), Colao (Innovazione tecnologica), Cartabia (Giustizia), Franco (Economia), Cingolani (Transizione ecologica), Giovannini (Infrastrutture), Bianchi (Istruzione), Messa (Università). Druidi, guerrieri, elfi e maghi, diciamo, del RPG. L’unico motivo per cui si può dare un 5+ di incoraggiamento.

Il resto della squadra di governo, infatti, è un concentrato di spartizione cencelliana tra le forze che sostengono il nuovo governo. Nel quale 9 ministri sono dell’ex maggioranza M5S-Pd-Leu-Iv e 6 di Lega e Forza Italia che vede un peso sproporzionato nella nuova compagine. E questa è la parte dungeons del governo fantasy. Quella, come sanno tutti gli appassionati dei fantasy e di RPG (quelli veri, i giochi di ruolo), piena di trappole ed insidie.

Con improbabili rientri sul proscenio politico più importante di personaggi come Brunetta e Gelmini, oltre l’intelligente Carfagna. Affiancati al ministro pandemia Speranza, all’eterno Franceschini, all’Orlando curioso (dopo Ambiente e Giustizia, eccolo al Lavoro); ad un improbabile Di Maio confermato agli esteri. E via via tutti gli altri.

Forse dettata da un quadro impantanato. Comunque dettato, se non altro instradato, dal Dungeon Master, il presidente Sergio Mattarella.

Vedremo se alla fine, come per altro tutti auspichiamo, le trappole e le insidie dei dungeons saranno superate. Se ghoul, non morti e troll vari saranno sconfitti dalla squadra dei giocatori più tecnici e se alla fine si arriverà al tesoro dei 210 miliardi del Next Generation EU, attraverso grotte e cunicoli, ma soprattutto attraverso un ridisegnato (se non proprio del tutto riscritto) Recovery Plan nazionale.

Un tesoro custodito, come da migliori tradizioni fantasy, nella grande grotta dei Draghi.

Avevamo detto sarebbe servito un governo di unità razionale. Siamo invece al Dungeons & Draghi. Buona partita, dunque, che rotolino i dadi. Il gioco è iniziato.

 

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