Crisi climatica: 1,5 gradi in più tra soli dieci anni?

Ambiente
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Oggi si apre a Glasgow la COP 26. La Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici dell’Onu non potrà sbagliare e, soprattutto, non potrà chiudersi con risultati astratti. I dati, le stime, le ricerche sulla crisi climatica e sul riscaldamento globale del pianeta sono ormai allarmanti, se non proprio spaventosi.

Gli impatti associati ad un aumento della temperatura di 1,5°C sopra i livelli preindustriali sarebbe grave. Un’ascesa del genere potrebbe sembrare una realtà lontana, ma potremmo raggiungerla prima di quanto si pensi.

L’Accordo di Parigi

1,5°C è l’obiettivo limite stabilito nell’Accordo di Parigi. Questo accordo mira a rafforzare la risposta globale alla minaccia del cambiamento climatico limitando l’aumento della temperatura globale nel 21° secolo a 2°C rispetto ai livelli preindustriali e proseguendo gli sforzi per frenarlo ulteriormente a un aumento di 1,5°C.

Il riscaldamento globale ha già provocato alterazioni significative ai sistemi umani e naturali; limitando l’aumento della temperatura a 1,5°C, si prevede che l’adattamento sarà meno difficile e il nostro mondo subirà meno impatti negativi. Gli esperti suggeriscono che è probabile che il limite di 1,5°C venga raggiunto tra il 2030 e l’inizio degli anni ’50, a meno che non venga intrapresa un’azione concertata per ridurre le emissioni di gas serra.

Il C3S, Copernicus Climate Change Service

Il Copernicus Climate Change Service (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea, ha sviluppato un’applicazione gratuita,  il “Monitoraggio dell’andamento della temperatura globale”, che chiunque può utilizzare per vedere l’attuale tasso di riscaldamento globale ed esplorare quanto presto potremmo raggiungere il limite di 1,5 °C se il riscaldamento continua al ritmo di oggi. Aggiornata mensilmente, l’applicazione fornisce una versione quasi in tempo reale di un grafico originariamente apparso nel rapporto speciale dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), Riscaldamento globale di 1,5°C“.

Chi utilizza l’app, muovendosi lungo una scala mobile, può esplorare il cambiamento di temperatura rispetto al periodo preindustriale per qualsiasi punto compreso tra l’anno 2000 e i giorni nostri. Una linea rossa che mostra il tasso di riscaldamento medio negli ultimi 30 anni continua nel futuro fino a raggiungere il limite di 1,5°C; utilizzando la media di 30 anni, gli scienziati assicurano che la data limite non sia basata su variazioni di temperatura anormalmente alte o basse da un anno all’altro.

Le incertezze

“È davvero utile visualizzare dove siamo oggi e dove potremmo essere molto presto se il riscaldamento globale continua al ritmo attuale”, spiega il direttore di C3S, Carlo Buontempo.

“Mostrando l’incertezza sul futuro aumento della temperatura, l’app evidenzia anche che è difficile stimare esattamente se e quando raggiungeremo il limite di 1,5°C”.

L’app illustra questa incertezza mediante l’intervallo di valori ottenuti da una serie di proiezioni climatiche derivate da modelli climatici. Questi modelli sono i migliori strumenti che abbiamo per esplorare e catturare le complessità del sistema climatico e la sua evoluzione futura. Tuttavia, le proiezioni aggiornate delle temperature future, basate su una nuova generazione di modelli climatici, in genere diventano disponibili solo a intervalli da cinque a sette anni come parte del ciclo IPCC. La nuova app C3S estende le evidenze osservative ottenute dal rilascio dell’ultimo rapporto IPCC.

L’app utilizza i dati di temperatura da un set di dati C3S chiamato ERA5, nonché un’estensione posteriore ERA5 rilasciata di recente. Tornando indietro di 50 anni nel passato, questi dati si basano su osservazioni dell’ambiente dalla Terra e dallo spazio che vengono inserite nei modelli computerizzati del clima per creare una registrazione coerente e a lungo termine delle condizioni meteorologiche. L’utilizzo di altri set di dati sulla temperatura globale cambierebbe i numeri esatti, sebbene generalmente questi rimarrebbero all’interno dell’intervallo fornito dalla stima dell’incertezza dell’IPCC e il messaggio sottostante non cambierebbe.

Le stime sull’aumento della temperatura globale

L’aggiornamento del C3S ad agosto 2021 (diagramma in foto copertina) mostra un aumento stimato della temperatura globale, rispetto ai livelli preindustriali, di 1,20 gradi Celsius e l’anno di raggiungimento dell’obiettivo di 1,5 gradi di aumento nel 2034.

I dati aggiornati a dicembre 2020, invece, stimavano l’aumento a 1,18 gradi Celsius. Questo vuol dire che in soli 8 mesi l’aumento della temperatura globale sarebbe stato di 0,02 gradi. Considerando che mancherebbero soli 0,3 gradi dalla stima di agosto 2021per raggiungere la soglia fatidica di 1,5 gradi,

semplificando di molto la situazione, ipotizzando costanza di aumento, tutto si tradurrebbe nel raggiungimento di 1,5 gradi in più tra soli 10 anni.

Naturalmente, è tutto più complesso di così: bisognerebbe considerare invarianza di fattori e -si spera- miglioramento dell’evoluzione dei dati. Certamente, però, non è più rimandabile l’abbattimento delle emissioni di gas climalteranti per invertire la tendenza.

Proprio per questo la Cop 26 che si apre oggi non potrà fallire. Non c’è più tempo e non esiste un pianeta B.

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