Clima, VI rapporto IPCC: i principali messaggi / 4 – Limitare i cambiamenti futuri

Ambiente
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Concludiamo la pubblicazione dei principali messaggi contenuti nel sesto rapporto di valutazione (AR6) IPCC, Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Qui la prima, la seconda parte e la terza parte.

Rispetto al precedente Rapporto di Valutazione dell’IPCC (AR5), sono migliorate le stime dei budget di carbonio rimanenti. Gli scenari futuri possibili includono anche azioni di controllo dell’inquinamento atmosferico per valutare in maniera coerente gli effetti delle varie ipotesi sulle proiezioni climatiche e sull’inquinamento atmosferico. È migliorata la capacità di determinare quando la risposta climatica alle riduzioni delle emissioni si distingue dalla variabilità naturale climatica, inclusa la variabilità interna e le risposte a fattori forzanti naturali.

Limitare il riscaldamento globale ad un livello specifico richiede una limitazione delle emissioni cumulative di CO2 (anidride carbonica) che raggiunga emissioni zero nette, insieme a forti riduzioni delle emissioni degli altri gas serra.

Forti riduzioni delle emissioni di metano (CH4) limiterebbero anche l’effetto di riscaldamento risultante dalla diminuzione dell’inquinamento da aerosol e migliorerebbero la qualità dell’aria.

  • C’è una relazione quasi lineare tra le emissioni cumulative di COantropiche e il riscaldamento globale: ogni 1000 Gt (ogni Gt equivale a un miliardo di tonnellate) di emissioni cumulative di CO2 la temperatura superficiale globale aumenta di circa 0,45°C . Questa quantità è indicata come la risposta transitoria del clima alle emissioni cumulative di CO2 (TCRE) e implica che raggiungere emissioni antropiche di CO2 zero nette è un requisito necessario per stabilizzare l’aumento della temperatura globale indotta dall’uomo a qualsiasi livello, ma che limitare l’aumento della temperatura globale a un livello specifico implica limitare le emissioni cumulative di CO2 entro un budget di carbonio.

Il termine budget di carbonio si riferisce alla quantità massima di emissioni globali nette cumulative di CO2 antropogenica che risulterebbe nella limitazione del riscaldamento globale a un dato livello con una data probabilità, tenendo conto dell’effetto di altri forzanti climatici antropogenici. Le emissioni cumulative storiche di CO2 determinano in larga misura il riscaldamento fino ad oggi, mentre le emissioni future sono responsabili di un ulteriore riscaldamento futuro. Il bilancio del carbonio rimanente indica quanta CO2 potrebbe ancora essere emessa mantenendo il riscaldamento al di sotto di un livello di temperatura specifico.

  • Nel periodo 1850-2019, sono state emesse 2390 ± 240 Gt CO2 di origine antropica.

  • Le stime di bilancio del carbonio rimanente sono state rivalutate, e risultano simili al rapporto SR1.5 ma più grandi rispetto al precedente Rapporto di Valutazione dell’IPCC (AR5) a causa di miglioramenti nelle metodologie adottate.
  • La rimozione antropica di CO2 (CDR) ha il potenziale di rimuovere la CO2 dall’atmosfera e di immagazzinarla in modo duraturo nei serbatoi. La CDR mira a compensare le emissioni residue per raggiungere emissioni zero nette di COo GHG (gas serra).

I metodi di CDR possono avere effetti potenzialmente ad ampio raggio sui cicli biogeochimici e sul clima, e possono avere effetti sulla disponibilità e la qualità dell’acqua, la produzione alimentare e la biodiversità.

Inversione di tendenza

  • Se la rimozione antropica di CO2 (CDR) portasse a emissioni globali nette negative, si abbasserebbe la concentrazione atmosferica di CO2 e si invertirebbe l’acidificazione superficiale degli oceani. Le rimozioni ed emissioni antropiche di CO2 sarebbero parzialmente compensate rispettivamente dal rilascio e dall’assorbimento di CO2 da e verso i bacini di carbonio terrestri e oceanici.
  • Se si raggiungessero e mantenessero emissioni globali nette negative di CO2, l’aumento globale della temperatura superficiale indotto dalla COsarebbe gradualmente invertito, ma altri cambiamenti climatici continuerebbero nella loro direzione attuale per decenni/millenni. Per esempio, ci vorrebbero diversi secoli/millenni perché il livello medio globale del mare inverta la rotta anche con grandi emissioni nette negative di CO2.
  • Cambiamenti simultanei nelle emissioni di CH4, aerosol e precursori dell’ozono, che contribuiscono anche all’inquinamento atmosferico, portano ad un riscaldamento netto della superficie globale nel breve e nel lungo periodo. Nel lungo termine, questo riscaldamento è inferiore negli scenari che assumono un controllo dell’inquinamento atmosferico combinato con forti e sostenute riduzioni delle emissioni di CH4. A causa del breve tempo di vita in atmosfera sia del CH4 che degli aerosol, questi effetti sul clima si compensano parzialmente a vicenda. Le riduzioni di CH4 contribuiscono anche a migliorare la qualità dell’aria riducendo l’ozono superficiale globale.

Gli scenari con emissioni di GHG bassi (SSP1-1.9 e SSP1-2.6) portano in pochi anni ad effetti percepibili sulle concentrazioni di GHG e di aerosol, e sulla qualità dell’aria.

  • Le riduzioni delle emissioni nel 2020 associate alle misure per ridurre la diffusione del COVID-19 hanno portato a effetti temporanei ma rilevabili sull’inquinamento atmosferico, e un temporaneo aumento del forcing radiativo totale, dovuto principalmente alle riduzioni del raffreddamento causato dagli aerosol. Le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera hanno continuato ad aumentare nel 2020, senza una diminuzione rilevabile del tasso di crescita osservato della CO2.
  • Le riduzioni delle emissioni di GHG portano anche a miglioramenti nella qualità dell’aria. Tuttavia, nel breve termine (2021-2040), anche negli scenari con una forte riduzione dei GHG, questi miglioramenti non sono sufficienti a raggiungere le linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in molte regioni inquinate.

Gli scenari con riduzioni mirate delle emissioni di inquinanti atmosferici portano a miglioramenti più rapidi nella qualità dell’aria rispetto alle riduzioni delle sole emissioni di GHG nei primi anni, ma a partire dal 2040, sono previsti miglioramenti maggiori negli scenari che combinano gli sforzi per ridurre sia gli inquinanti atmosferici che le emissioni di GHG.

Clima, VI rapporto IPCC: i principali messaggi / 1

Clima, VI rapporto IPCC: i principali messaggi / 2 – Possibili futuri climatici

Clima, VI rapporto IPCC: i principali messaggi / 3 – Valutazione del rischio e adattamento a livello regionale

per approfondire: IPCC Italia

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