Clima, VI rapporto IPCC: i principali messaggi / 3 – Valutazione del rischio e adattamento a livello regionale

Ambiente
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Proseguiamo nella pubblicazione dei principali messaggi contenuti nel sesto rapporto di valutazione (AR6) IPCC, Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Qui la prima e la seconda parte.

Le informazioni legate alla fisica del clima considerano il modo in cui il sistema climatico risponde all’interazione tra influenza umana, fattori naturali e variabilità interna. Queste conoscenze, incluse conseguenze a bassa probabilità e alto impatto, forniscono informazioni ai servizi climatici per la valutazione dei rischi climatici e la pianificazione dell’adattamento. Le informazioni fisiche sulla fisica del clima a scala globale, regionale e locale sono sviluppate sulla base di molteplici evidenze, tra cui osservazioni, risultati dei modelli climatici e strumenti diagnostici sviluppati su misura.

I fattori naturali e la variabilità interna (principalmente: El Niño-Southern Oscillation, la variabilità su scala decennale del Pacifico e la variabilità multidecennale dell’Atlantico attraverso la loro influenza regionale),  regoleranno i cambiamenti causati dall’uomo, in particolar modo su scala regionale e nel breve termine, con effetti minimi sul riscaldamento globale di lungo periodo.

Queste modulazioni su scale temporali decennali o multi-decennali sono importanti da considerare nella pianificazione dell’intera gamma di possibili cambiamenti.

  • La temperatura superficiale globale registrata storicamente evidenzia che la variabilità su scala decennale ha potenziato e mascherato i cambiamenti sottostanti causati dall’uomo nel lungo termine, e questa variabilità continuerà in futuro. Per esempio, la variabilità interna su scala decennale e le variazioni dei driver solari e vulcanici hanno parzialmente mascherato il riscaldamento globale superficiale causato dall’uomo nel periodo 1998-2012, con distinzioni regionali e stagionali pronunciate. Tuttavia, il riscaldamento del sistema climatico è continuato durante questo periodo, e ciò si riflette nel continuo riscaldamento dell’oceano e nell’aumento di estremi caldi nelle aree continentali
  • I cambiamenti causati dall’uomo previsti nelle condizioni climatiche medie e nei driver di impatto climatico (CID), inclusi gli estremi, saranno o amplificati o attenuati dalla variabilità interna. Un raffreddamento a breve termine, in qualsiasi luogo, sarebbe consistente con l’aumento della temperatura superficiale globale dovuto all’influenza umana.
  • La variabilità interna è stata in gran parte responsabile dell’amplificazione e dell’attenuazione dei cambiamenti causati dall’uomo nelle precipitazioni medie da decennali a multi-decennali osservate in molte regioni terrestri.
  • Sulla base delle evidenze paleoclimatiche e storiche, è probabile che si verifichi nel corso del XXI° secolo almeno una grande eruzione vulcanica esplosiva. Tale eruzione ridurrebbe la temperatura superficiale globale e le precipitazioni, specialmente sulla terraferma, per uno – tre anni, altererebbe la circolazione monsonica globale, modificherebbe le precipitazioni estreme e cambierebbe molte CID. Tale evento andrebbe a mascherare temporaneamente e parzialmente il cambiamento climatico causato dall’uomo.

Con un ulteriore riscaldamento globale, si prevede che ogni regione sperimenterà sempre più cambiamenti concomitanti e multipli negli eventi climatici capaci di generare un impatto su società ed ecosistemi (CID). Questi sarebbero più diffusi a 2°C rispetto che a 1,5°C e ancora più diffusi e/o pronunciati per livelli di riscaldamento più elevati.

  • In tutte le regioni si prevede un ulteriore aumento di CID caldi e una diminuzione di CID freddi. Ulteriori diminuzioni sono previste nel permafrost, nella neve, nei ghiacciai e nelle calotte glaciali, nei laghi e nel ghiaccio marino artico. Questi cambiamenti saranno maggiori con un riscaldamento globale di 2°C rispetto che a 1,5°C. Per esempio, si prevede che soglie critiche di caldo per l’agricoltura e la salute saranno superate più frequentemente a livelli più alti di riscaldamento globale.
  • Con un riscaldamento globale di 1,5°C, si prevede che le precipitazioni forti e le relative inondazioni si intensificheranno e saranno più frequenti nella maggior parte dell’Africa, Asia, Nord America ed Europa. Inoltre, si prevedono delle siccità agricole ed ecologiche più frequenti e/o gravi in alcune regioni di tutti i continenti, tranne l’Asia.
  • Con un riscaldamento globale di 2°C e oltre, gli eventi siccitosi e di forte precipitazione aumenteranno e saranno più intensi rispetto a quanto succederà per un aumento di temperatura globale di 1,5 C. Si prevede che le forti precipitazioni e gli eventi alluvionali diventeranno più intensi e frequenti nelle isole del Pacifico, in molte regioni del Nord America e dell’Europa e in alcune regioni dell’Australasia e dell’America centrale e meridionale. In diverse regioni dell’Africa, del Sud America e dell’Europa si prevede un aumento della frequenza e/o gravità delle siccità agricole ed ecologiche; aumenti sono previsti anche in Australasia, in America centrale e del nord e nei Caraibi. Si prevede che le precipitazioni medie aumentino in tutte le regioni polari, nel Nord Europa e nel Nord America, nella maggior parte delle regioni asiatiche e in due regioni del Sud America.
  • Cambiamenti specifici in alcune regioni includono l’intensificazione dei cicloni tropicali e/o delle tempeste extratropicali, l’aumento delle inondazioni fluviali, la riduzione delle precipitazioni medie e l’aumento dell’aridità e degli incendi.
  • L’innalzamento medio regionale del livello del mare continuerà per tutto il XXI secolo, eccetto in poche regioni che hanno sostanziali tassi di sollevamento geologico del terreno.
  • A causa dell’innalzamento relativo del livello del mare, si prevede che entro il 2100 eventi estremi che nel recente passato si verificavano una volta ogni 100 anni si verificheranno annualmente in più della metà delle località di misurazione delle maree. L’innalzamento relativo del livello del mare contribuisce all’aumento della frequenza e della gravità delle inondazioni costiere alle quote più basse e all’erosione costiera lungo la maggior parte delle coste sabbiose.

  • Le città intensificano il riscaldamento indotto dall’uomo a livello locale, e un’ulteriore urbanizzazione, insieme a temperature estreme più frequenti, aumenterà la gravità delle ondate di calore. L’urbanizzazione aumenta anche le precipitazioni medie e intense, e la conseguente intensità di deflusso. Nelle città costiere, la combinazione di eventi estremi più frequenti a livello del mare e di eventi estremi di pioggia/deflusso dei fiumi renderà più probabili le inondazioni.

Cambiamenti a bassa probabilità e forte impatto

Esiti del cambiamento climatico a bassa probabilità, come il collasso della calotta glaciale, bruschi cambiamenti nella circolazione oceanica, alcuni eventi estremi combinati e un riscaldamento notevolmente maggiore di quello stimato non possono essere esclusi e fanno parte della valutazione del rischio.

  • Un (poco probabile) riscaldamento molto elevato porterebbe a impatti potenzialmente molto significativi, come ondate di calore più intense e più frequenti, forti precipitazioni e rischi elevati per i sistemi umani ed ecologici.
  • La possibilità che si verifichino esiti del cambiamento climatico a bassa probabilità e alto impatto aumenta con livelli più alti di riscaldamento globale. Non si possono escludere cambiamenti improvvisi e superamento di punti critici del sistema climatico in risposta al riscaldamento, come un forte aumento dello scioglimento della calotta antartica e il deperimento delle foreste.
  • È molto probabile che l’Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC) – che racchiude anche la più nota Corrente del Golfo – si indebolisca nel corso del XXI secolo, in tutti gli scenari di emissione, ed è possibile un brusco collasso prima del 2100. Se tale collasso dovesse verificarsi, questo causerebbe bruschi cambiamenti nell’andamento degli eventi meteo e nel ciclo dell’acqua su scala regionale.

  • Eventi naturali imprevedibili e rari, non collegati all’influenza umana sul clima, possono portare a conseguenze a bassa probabilità e alto impatto. Per esempio, una sequenza di grandi eruzioni vulcaniche esplosive nel giro di decenni si è verificata in passato, causando sostanziali perturbazioni del clima globale e regionale per diversi decenni. Tali eventi non possono essere esclusi in futuro, ma a causa della loro intrinseca impredicibilità non sono inclusi nella serie illustrativa di scenari a cui si fa riferimento nel rapporto.

(continua)

Clima, VI rapporto IPCC: i principali messaggi / 1

Clima, VI rapporto IPCC: i principali messaggi / 2 – Possibili futuri climatici

per approfondire: IPCC Italia

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