Clima: senza mitigazione, tra 50 anni in Italia rischio +6 gradi

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La Fondazione CMCC – Centro Euro-mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ha pubblicato gli scenari climatici per l’Italia.

E’ una fotografia del clima atteso per l’Italia nei prossimi decenni, presentata con una serie di mappe che sono a disposizione sul sito della Fondazione CMCC  e che ritraggono il clima atteso fino alla fine del secolo.

Il lavoro si compone di 60 mappe per 10 indicatori, in 2 scenari (RCP8.5 di “Nessuna mitigazione” e RCP4.5 di “Forte mitigazione”) e su 3 periodi fino al 2100 (2021-50, 2041-70, 2071-100), per avere un’immagine di cosa ci dicono i modelli climatici del nostro Paese.

GLI SCENARI

Gli scenari climatici utilizzati, o meglio i Percorsi Rappresentativi di Concentrazione (Representative Concentration Pathways, RCP) sono scenari climatici espressi in termini di concentrazioni di gas serra, piuttosto che in termini di livelli di emissioni.  Il numero associato a ciascun RCP si riferisce al Forzante Radiativo (Radiative Forcing – RF) espresso in unità di Watt per metro quadrato (W/m2) ed indica l’entità dei cambiamenti climatici antropogenici entro il 2100 rispetto al periodo preindustriale: ad esempio, ciascun RCP mostra una diversa quantità di calore addizionale immagazzinato nel sistema Terra quale risultato delle emissioni di gas serra.

Sono stati presi in considerazione, in particolare, i seguenti:

  • RCP8.5 (“Nessuna mitigazione”): crescita delle emissioni ai ritmi attuali. Tale scenario assume, entro il 2100, concentrazioni atmosferiche di CO2 triplicate o quadruplicate (840-1120 ppm) rispetto ai livelli preindustriali (280 ppm).
  • RCP4.5 (“Forte mitigazione”): assume la messa in atto di alcune iniziative per controllare le emissioni. Sono considerati scenari di stabilizzazione: entro il 2070 le emissioni di CO2 scendono al di sotto dei livelli attuali  e la concentrazione atmosferica si stabilizza, entro la fine del secolo, a circa il doppio dei livelli preindustriali.
GLI INDICATORI

Tra i 10 indicatori, qui esaminiamo quello relativo alla temperatura media giornaliera. Per ciascuno dei tre periodi (2021-2050; 2041-2070, 2071-2100) riferito a ciascuno dei due scenari, le mappe indicano le differenze in termini di valori medi in riferimento al periodo 1981-2010.

Nello scenario peggiore (RCP8.5 “Nessuna mitigazione”), come si evince dalle elaborazioni, l’Italia vedrà un aumento di 1-2 gradi nel prossimo trentennio; di 2,5-3,5 gradi nel periodo 2041-2070 e di 4,25-5,75 gradi nel periodo 2071-2100.

Nello scenario migliore (RCP4.5 “Forte mitigazione”), il nostro Paese vedrà le temperature aumentate di 1-1,5 gradi nel successivo trentennio 2021-50, di 2-2,75 gradi nel periodo 2041-70 e 2,5-3 gradi nel periodo 2071-100.

Per comprendere meglio questi valori, si pensi che gli scienziati (e tutti gli studi e le conferenze sull’ambiente -la prossima COP26 si terrà a Glasgow nel prossimo novembre) stanno facendo di tutto per contenere l’aumento delle temperature del pianeta entro i 2 gradi, per evitare la catastrofe ambientale.

Come sottolineano dalla Fondazione CMCC, gli scenari climatici per l’Italia sono

un lavoro in divenire, frutto di una ricerca continua che lavora per migliorare la definizione e il dettaglio dei dati da rendere disponibili.

Molto dipenderà dalle scelte che si faranno in termini di percorsi di riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

Molto dipenderà da quanto la comunità internazionale saprà decidere al fine di contenere l’innalzamento della temperatura media del pianeta e le conseguenze che questo innalzamento comporta su diverse scale geografiche.

 

Per approfondire, qui l’Analisi del Rischio – I cambiamenti climatici in Italia

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