Bodø

Bodø Capitale europea della cultura 2024, prima oltre il circolo polare

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Bodø è la cittadina più grande del Nordland, Norvegia. Scenari aspri, natura selvaggia, vette frastagliate, acque glaciali e paesaggi sconfinati che tagliano l’orizzonte. Fondata nel 1816, è stata uno snodo commerciale, poi un centro di pesca alle aringhe, prima di venire rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale. Quella che vediamo oggi, quindi, è il frutto di una lunga ricostruzione, che ha trasformato il vecchio villaggio di pescatori in una città ordinata e curata, con un bel porto, immerso nella magnificenza dei paesaggi nordici.
Qui la natura è la grande protagonista, Bodø infatti è conosciuta dalla gente del posto come la “capitale dell’aquila di mare”, per via della straordinaria concentrazione di aquile di mare, che popolano le isole incontaminate di questi freddi mari.
Da capitale delle aquile di mare a Capitale europea della cultura

 

Nel 2024 il suo titolo sarà un altro però: Bodø è stata nominata Capitale Europea della Cultura (insieme a Tartu, Estonia e Bad Isckl, Austria).

E per la prima volta a investire l’incarico sarà una località a nord del Circolo Polare Artico.

Un riconoscimento importante, dato dalla Commissione europea, che ogni anno omaggia un luogo nel Continente celebrandone la cultura, la storia e i paesaggi: una festa lunga un anno, con mostre, spettacoli, degustazioni, eventi e musica. La scelta non è mai caduta su una località in una zona così settentrionale, estrema, difficile da raggiungere.

Bodø, foto Kemt Even Grundstad 

Situata a una sessantina di chilometri da Fauske, Bodø è il punto di partenza per il vero nord. Ci si arriva durante un viaggio per visitare gli scenari artici, perché qui finisce la ferrovia norvegese. Ci si capita prima di imbarcarsi per le Lofoten. Oppure ci si ferma durante un viaggio on the road per esplorare le frastagliate coste, magari seguendo la scenografica strada costiera Kystriksveien.

Paesaggi mozzafiato

A Bodø però vale la pena fermarsi, seguire i suoi ritmi lenti e respirare la cultura del posto, circondati da panorami mozzafiato.

Tante le esperienze da fare: perlustrare in barca l’impressionante arcipelago, andare in kayak sotto il sole di mezzanotte, attraversare una delle più forti correnti marine al mondo, Saltstraumen. A Kjærringoy si trova uno degli empori più antichi e meglio conservati della Norvegia, che ha ispirato i racconti di Hamsun. Sui monti Borvasstindan si fanno lunghe escursioni e trekking. Si torna indietro nel tempo visitando il Bodosjoen Friluftsmuseum, un museo a cielo aperto dove girare tra case d’epoca e fattorie, c’è un bunker della seconda guerra mondiale e la nave militare a vele quadrate Anna Karoline.

Da lì si prende il sentiero per trekking che risale il Fiume Bodogardselva e porta alla suggestiva foresta di Bodømarka. Racconta molto della cultura sami il Nordlandsmuseet, grazioso museo che spiega il legame di Bodo con la tradizione ittica, con tanto di casetta fatta con zolle e reperti vari. C’è una cattedrale degli anni Cinquanta, e la piccola chiesa in pietra di Bodin Kirke, pittoresco sito religioso che risale al XIII secolo.

Bodø, foto Kjetil Iversen 

Ha anche un lato moderno e divertente, ci sono club, pub e strade animate da negozi, d’estate si tengono concerti rock nei parchi e d’inverno si ammira l’aurora boreale dal molo. Per una veduta d’insieme, ci si arrampica sul monte Ronvikfjellet, belvedere per ammirare i paesaggi sconfinati della zona.

Grazie all’ambito titolo, Bodø nel 2024 potrà finalmente lasciarsi scoprire come una destinazione interessante e diversa dalle solite.

Fonte: La Repubblica

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