Autostrade, da Altroconsumo class action per risarcire gli utenti

News
Condividi
Dal 21 giugno le preadesioni dell’azione legale collettiva, già si va verso le prime 10mila

“Autostrade degli ultimi 12 anni ha avuto un comportamento fortemente contrario agli interessi dei consumatori” ha affermato Federico Cavallo, Responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo“Non solo è venuta meno all’impegno di garantire la praticabilità e la sicurezza delle strade, mancando di svolgere gli investimenti e la manutenzione a cui era chiamata. Ma ha anche costretto i cittadini a sostenere costi di viaggio continuamente crescenti, a fronte di un servizio di in costante peggioramento. Da ultimo, persino i tardivi tentativi di recuperare in pochi mesi i ritardi di un decennio, sono stati la ‘toppa peggiore del buco’ e non hanno fatto che aumentare ulteriormente i disagi. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti coloro che abbiano dovuto percorrere, ogni giorno o anche solo una volta, le tratte più martoriate dello Stivale. Una situazione che, a nostro avviso, non è circoscrivibile solo a qualche tratta, ma coinvolge da Nord a Sud tutta la rete amministrata sin qui da Atlantia e che ora tornerà sotto il controllo dello Stato attraverso CdP. Questo passaggio, i cui esiti valuteremo nel futuro, non può far però dimenticare il passato e soprattutto un presente che, con la stagione estiva alle porte, già si preannuncia nuovamente problematico e ‘rovente’ per gli automobilisti. Noi di Altroconsumo” prosegue Federico Cavallo “da sempre al fianco dei consumatori per garantire loro tutela e protezione, chiediamo per queste ragioni giustizia e un risarcimento del danno da loro patito, raccogliendo la loro voce in questa class action contro Autostrade per l’Italia”.

Sarà un’estate di disagi in autostrada. L’inchiesta sul campo di Altroconsumo dimostra che c’è un cantiere aperto ogni 18 km di strada. Una situazione che ogni italiano che abbia viaggiato negli ultimi due anni in autostrada purtroppo conosce bene. La causa? Autostrade ha disseminato di cantieri e lavori la rete autostradale nel tentativo maldestro di recuperare i mancati investimenti nelle infrastrutture degli 8 anni precedenti, come evidenziato anche dalla recente sanzione di Antitrust dopo la segnalazione dell’organizzazione di consumatori.

Investimenti Autostrade

Giù gli investimenti, su i pedaggi

Autostrade dal 2009 al 2018 ha costantemente aumentato i pedaggi (cresciuti del 28%), riducendo gli investimenti nelle infrastrutture e risparmiando sulla manutenzione obbligatoria (dati ISTAT e ministero Infrastrutture e Trasporti riportati nel grafico). Gli interventi straordinari degli ultimi 2 anni, attuati da Autostrade per rimediare alle gravi inadempienze circa gli obblighi di manutenzione, sono risultati comunque tardivi e mal gestiti, e hanno creato innumerevoli e gravi disservizi agli automobilisti e messo, in qualche caso, a rischio anche la loro sicurezza.

Una class action per chiedere giustizia

Per questo motivo, Altroconsumo ha deciso di schierarsi dalla parte dei consumatori con una class action nei confronti di Autostrade per chiedere giustizia e un risarcimento per gli anni di inefficienza, per la mancata manutenzione obbligatoria e la conseguente riduzione della qualità del servizio reso, a fronte di un aumento dei pedaggi e dei disagi alla circolazione subiti dai consumatori.

220 euro di risarcimento medio

Per calcolare il risarcimento, abbiamo considerato ancora una volta i dati Istat: ogni famiglia spende all’anno 88 euro in pedaggi autostradali. Se moltiplichiamo questa spesa per gli ultimi 10 anni di mala gestione della rete autostradale, arriviamo a 880 euro e abbiamo ritenuto di chiedere al Giudice di riconoscere in via equitativa (ovvero secondo la sua libera valutazione) il 25% di questo importo, a favore di chiunque abbia patito disagi in questi 10 anni: vale a dire un risarcimento medio di 220 euro.

Per partecipare, gratuitamente, alla class action ISCRIVITI ALL’AZIONE

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *